Il vero coraggio non sta negli sforzi eroici per raggiungere obiettivi esterni, ma nella fermezza di attraversare la terribile esperienza dello scontro con se stessi. Fino a quando l'individuo non troverà la sua vera essenza dentro di sé, qualsiasi tentativo di dare senso alla vita attraverso le manipolazioni nel mondo esterno e il raggiungimento degli obiettivi esterni rimarrà infruttuoso quanto il donchisciottismo destinato alla sconfitta.
giovedì 19 marzo 2009
La ricerca di sé
domenica 31 agosto 2008
Il Potere
Quando si parla di Potere sembra si parli di qualcosa che sia contenuto in un pentolone fumante di zolfo di proprietà del Diavolo. Non so perchè nella nostra cultura ci sia, a prima vista, questo tipo di associazione. Molto spesso mi chiedo se fa comodo che la gente comune abbia poco a che fare con il Potere. Molti poveri sono poveri perché mancano di certe cose, e con poveri non intendo riferirmi solo alla sfera economica, parlo per esempio anche di cultura, di salute. Ciò che viene fatto mancare in realtà è il Potere, il Potere di adoperarsi per prendere ciò di cui hanno bisogno, il Potere di infrangere la nebbia che è stata creata a regola d'arte per ostacolarli. Tutte le istituzioni sociali fanno in modo che l'autoinserimento e la sottomissione ai rapporti di Potere e comando vengano appresi fin da piccoli. Per esempio? A scuola.
Ma non è solo questo, c’è tutto l’apparto morale religioso che ha contribuito a costruire un immagine calunniosa al desiderio di Potere e alle proprie ambizioni, al proprio carattere. E’ vero, molti degli aspetti che alimentano questa fantasia necessitano di un cinismo che talvolta viene definito “immorale”. Ma come dice lo stesso Machiavelli : Un uomo che voglia fare in tutte le parti professione di buono, conviene ruini infra tanti che non sono buoni.
Fatta questa necessaria premessa, le idee di cui voglio parlare qui di seguito sono molto semplici. Affronteranno il tema secondo il principio Causa-Effetto. Seguendo questo processo ho scomposto il Potere in Disciplina, ovvero ciò che determina quello che sai fare, e il Combattimento, ovvero ciò che determina quello che sai prenderti.
Queste due suddivisioni appartengono alla sfera del potere che regola in una più ampia visione la Virtus, cioè la capacità di individuare tutti i mezzi necessari ad un determinato scopo e di applicarli nella loro totalità (controllo emotivo, strategia, forza bellica, carisma, mass media, risorse, etc.). Un fattore che può influenzare l’efficacia della Virtus è la Fortuna, cioè l'insieme degli elementi imponderabili che possono condizionare o limitare le azioni, intese in senso negativo e positivo.
E' utile sottolineare, come lo stesso Machiavelli afferma, che nel confronto di questi fattori, la Fortuna finisce per subire l'influenza della Virtù : un fiume in piena può travolgere qualsiasi cosa improvvisamente, ma è pur vero che in tempo di secca, si può prevedere il disastro e alzare argini e ripari.
Disciplina. Coincide con la capacità di prendere coscienza della propria personalità. Il potere che si nasconde dietro l'Essere. Questo è il Potere che rappresenta te stesso e ti da una tua identità. La tua disciplina deve essere poggiata su basi emozionali forti. Trova il tuo schwerpunkt. Il metodo più semplice per fondare delle basi interiori solide è trovare le tue predisposizioni, i tuoi punti inattaccabili. Una maniera per valutare quanto è solida la tua disciplina, è controllare che tipo di influenze possono essere ancora esercitate sul tuo stato emotivo da eventi esterni, ma soprattutto che impatto hanno.
Quanto ancora sei aggirabile dalla persuasione ti da misura del tuo Potere. In questo caso, immaginando la disciplina come quella di un esercito, assume pieno significato il detto <<Se l'esercito è disunito e confuso, i sovrani vicini avranno terreno facile per creare turbamenti”(Sun Tzu). >>
Combattimento. Coincide con le capacità di agire organizzando le proprie abilità al fine di ottenere la massima efficacia possibile. Questo potere è il frutto della tua identità. Tieni sempre presente che quello che fai influenza la società e al tempo stesso può sfuggire al suo controllo. Il combattimento è l’unico mezzo che ti permette di ottenere un risultato.
Ci sono diverse convinzioni che possono influire nella sfera della Disciplina e del Combattimento. Qui ho raccolto le più semplici e immediatamente percepibili.
Il Credo. La tua identità è frutto di quello in cui credi. Hai creduto. Crederai. Tu devi sempre pensare a quello in cui credi. La società vuole tenerti sotto controllo, ha pronta la flebo per cingerti a sè nel suo sonno. Lei seleziona soli i più tenaci e creativi. Non abbassare mai la guardia, resta armato. Le sue trappole lasciale agli sprovveduti. Tu sei furbo e vuoi di più. Non ti interessa sapere immediatamente quello che il mondo pensa di te. Prima di tutto tu sei padrone della tua identità. Completamente. Tutto è concentrato su di te. Magneticamente. Segui sempre la tua causa ed evita di immolarti per cause altrui a meno che non coincidano fortemente con i tuoi valori. Impara a spogliarti di ogni forma e non considerare nulla come un fatto personale, tranne se intacca la tua integrità. Incrementa la tua flessibilità. Non permettere a nessuno di farti perdere la pazienza o sveleresti i tuoi punti deboli.
Potrebbe sembrare strano, ma ognuno di noi è in cerca di qualcosa sempre più affine alle sue sensazioni. Molti vogliono che l'ordinario diventi un po' più straordinario. E’ bellissimo. Non scordarti mai di questo e la tua personalità si manifesterà nella sua più nobile e armoniosa interezza. Questo è un grande potere.
Il Volere. Fatti guidare da quello che vuoi, mai da quello che vorresti. Forse cerchi una donna meravigliosa con cui creare una relazione amorosa, forse vuoi vivere al massimo prendendo tutto ciò che ti viene dato, forse vuoi una vita ricchissima di salute e soddisfazione finanziaria, forse vuoi capire realmente cosa vuol dire fuggire, perdersi nella natura e vivere con essa in semplicità, o ancora altro. Tutto è valido finché è fatto per te che lo meriti. Non lo so, questo lo sai tu, cosa è il meglio per te. Quando il tuo volere è stato eletto, schiarirai le nubi e vedrai il cammino. Quando vedrai il cammino, il momento della marcia è arrivato. L’orizzonte ti aspetta. Non fermarti mai di fronte a niente. Avanza e se necessario attacca con risolutezza per prenderti ciò che è tuo.
La Magia. Quando è arrivato il tuo momento di agire non scordarti mai della magia. Proprio la magia è la fiducia che rafforza i tuoi desideri. La fiducia può permettere ai tuoi desideri di divenire realtà. Ricorda quali sono i sogni e le speranze che hai messo da parte o a cui hai dovuto rinunciare. Torna bambino. Apri il cassetto dei tuoi desideri ora. Spargi il suo lucente profumo su di te e lascia sentire questa grande magia agli altri. Alimentala con l'immaginazione e trova la sua poesia nei dettagli più piccoli. Cerca la bellezza e l’armonia e lasciati trasportare nell’intimo. La magia ti sostiene con il suo entusiasmo in tutti i momenti in cui pensi di sentirti sconfitto dalla fortuna. Proprio l’entusiasmo disseminalo ovunque, ma evita di svelare direttamente la tua magia. Alcune persone potrebbero ammirarti, altre potrebbero non capirti.
“Non ho visto un atto legale ma presumo che questa villa sia vostra” Don Juan De Marco
“ Cosa rispondereste a qualcuno che vi dicesse che questo è un ospedale psichiatrico e che voi siete un paziente e io sono il vostro psichiatra?” Don Octavio del Flores
“Gli risponderei che il suo è un modo piuttosto limitato e poco creativo di vedere la situazione” Don Juan De Marco
Il Fuoco. Niente fuoco, niente calore. Niente calore, niente vita. Sii un grande fuoco prima di tutto per te, poi per le persone. Trova la bellezza che alberga in loro. Dai il piacere, dai un’ immensa scintilla alla loro vita. Sei un fuoco che arde di vitalità e delle loro emozioni. Un fuoco che si può alimentare solo con la passione, un fuoco che deve bruciare nel sangue. Quando conosci delle nuove persone entri come una grandissima forza nella loro vita, un’ esplosione dirompente, qualcosa che poche volte devono avere goduto. Una nuova entità. Per questo ti desiderano e non possono fare a meno di te e tu a meno di loro. Illumina con il tuo fuoco il cammino degli altri.
"Credete che non sappia cosa vi accade Don Octavio? Ma io lo so. Avete bisogno di me per una trasfusione, perchè il sangue vi è diventato polvere e vi ha occluso il cuore. Il vostro bisogno di realtà, il vostro bisogno di un mondo dove l'amore è incrinato continuerà a soffocarvi le vene finché in voi non ci sarà più vita . Ma il mio mondo perfetto non è meno reale del vostro, Don Octavio. E' soltanto nel mio mondo che potete respirare." Don Juan De Marco
La Regalità. Agisci sempre con dignità e integrità in qualunque circostanza. Se credi di essere destinato a fare delle grandi cose, questa sicurezza si riflette all’esterno esattamente come la corona irradia attorno al Re un’aura magnetica. Quest’aura di sicurezza influirà su tutti coloro che ti circondano, sentiranno che hai delle buone ragioni per essere così sicuro di te. Dimenticati i dubbi. Chi porta la corona si comporta come se non esistessero limiti a quello che può chiedere o fare. Adoperati per esigere il massimo. Non aspettarti mai di essere incoronato: i più grandi imperatori si sono sempre incoronati da soli. La tua regalità deve essere sentita, ne devi impregnare gli abiti e il posto. Questo non deve essere comunque confuso con l’eccesso di arroganza o il disprezzo, che è in realtà un sintomo di insicurezza e di poco valore.
La Facilità. Devi fermamente considerare la possibilità che tutti i processi si possono affrontare con facilità. Attenzione a non confondere la facilità con superficialità. Quest’ultima è la via più veloce per cadere in rovina. Qualsiasi cosa devi affrontare parti dal presupposto che è già naturalmente alla tua portata. Pensa semplice e facile. La semplicità ti dà naturalezza e ti permette di agire con rapidità fulminea. Le persone che fanno qualcosa con facilità sono le più ammirate e rispettate dagli altri perché gli viene attribuito un talento fuori dal comune.
Altro fattore molto importante è la coscienza del Tempo. Immaginando di suddividere il Tempo in passato, presente, futuro, questi tre processi temporali possono agire simultaneamente influenzando la Disciplina e il Combattimento. Il loro controllo e la loro definizione sono un'arma straordinaria.
Il tuo passato è stato, ricorda i tuoi passi. Non voltare mai le spalle a ciò che rappresenta il tuo passato. Tu adesso sei grazie ad esso, più forte, più unico, più vigoroso. La base del tuo potere comincia da lì.
Tu sai che con un salto nel passato puoi anche comprendere alcuni valori che credi aver dimenticato. I valori sono tutto per chi vuole vivere. Libertà, Amore, Sicurezza, Avventura, Passione, Potere, Successo, Creatività, Sogni e ancora. Niente si dimentica. Qualcosa che ha fatto parte della vita non si dimentica. Ogni cosa ha un messaggio o un significato nascosto. L'armonia con esso ti completa e può renderti ancora un poco più forte. Se hai compreso il tuo passato puoi permetterti di sfidare il futuro. Non pentirti mai di ciò che hai fatto. Mai. In quel momento hai seguito il tuo istinto e pensavi fosse la cosa migliore da fare. Il primo momento cardine è la pace e l’equilibrio. Tu sei anche ciò che hai fatto.
Uno dei più grandi frutti che si può raccogliere dal nostro passato è la reputazione. Attraverso la percezione che hanno gli altri del tuo passato riecheggia la reputazione. Quindi tutti ne abbiamo già una. Sta a noi capire come valorizzarla al meglio. Per esempio, se quella che hai seminato non la ritieni alla tua attuale altezza, agisci per crearti una reputazione che rispecchia il te stesso di adesso. Con tutti i nuovi contatti questa sarà percepita immediatamente come quella che hai sempre avuto. Trova sempre i punti di forza del tuo passato e usali per rafforzarla. Questo ti aiuterà ad essere ancora più coerente. La reputazione è uno dei grossi pilastri del potere personale e perciò deve essere difesa strenuamente. Una buona reputazione migliora la tua visibilità e la tua forza senza dispendio di energie.
“Casanova sfruttava la sua fama di grande seduttore per preparare il terreno alle sue future conquiste. Le donne che venivano a conoscenza della sua reputazione si incuriosivano e volevano scoprire cosa lo rendesse così speciale”
Il passo avanti è il presente. Il presente comincia a vivere intorno a te quando sai dove si trova il posto del tuo passato. Dietro le tue spalle. La principale forza del presente è assecondare il crescendo del cambiamento. Quindi, se ritieni che esistano nel tuo passato ancora elementi che ti danneggiano nel presente, devi essere pronto a pensare al meglio. La strategia nel presente diventa brutale: Delenda Carthago. Quando è necessario prendere una nuova direzione, come quello che può essere un cambiamento radicale o l’inizio di una nuova splendida avventura.
Acquista una nuova e grande immagine di te. Chi ha alte aspettative di sé deve fare questo sempre. Deve essere sempre pronto a ricominciare verso un nuovo obiettivo. Guarda gli eventi e le persone che fanno parte del tuo passato con occhi nuovi. Mostragli un nuovo mondo. Splendi come una stella che ha rinnovato il vigore.
Il presente è anche il regno del corpo. Mentre il passato è un segno che tieni nella tua mente, il presente lo vivi con la mente e con il corpo. E' semplice, il presente lo vivi quando sei "presente". Credo sia un fatto totalmente legato all' aumento della percezione. Il corpo prende più posizione. Cosa intendo con questo è semplice. Se la tua mente è proiettata al passato, il tuo corpo continua a influenzare il presente, ora.
Uno dei più grandi frutti del presente è la capacità di agire per raggiungere un obiettivo. L’azione può essere schematizzata alla stregua di una forza fisica. Tieni presente soprattutto concentrazione, velocità e potenza. Nel momento dell’azione devi renderti conto quanto vigorosa deve essere la tua intensità, verso cosa deve essere scagliata la tua forza, quale direzione/tattica devi creare per avvicinarti all’obiettivo, quanto devi persistere nel tempo affinché abbia un risultato nell’immediato futuro. Quest’ultimo fattore è importante, a volte basta una forza impulsiva e dirompente, un bliztkrieg, per vincere. Preferisci sempre l’intensità (puntuale) all’estensività. La perfezione risiede nella qualità, non nella quantità : ciò che è esteso non si innalza mai sopra la mediocrità.
“La miglior strategia è sempre quella di essere molto forti; dapprima in generale, poi nei dettagli decisivi.. Non esiste nessuna legge più nobile e più semplice di quella di tenere concentrate le forze. In breve, il primo principio è agire con il massimo della concentrazione” Della Guerra, Karl von Clausewitz
Il futuro, così come il passato, è una grande creazione della nostra mente con l'unica differenza che non è stato vissuto ancora con il corpo. E' come una tela bianca su cui si può dipingere qualsiasi cosa. I progetti, le aspirazioni, le battaglie, fra un anno, fra cinque anni, fra dieci. Poiché non è esistito e ancora non esiste, può virtualmente essere tutto. E’ la Tua Fantasia Pura. I tuoi Sogni che brillano. Se prevedi da lontano il disegno che desideri intraprendere, puoi agire con rapidità una volta venuto il momento di eseguirlo. Semplicemente perché sai quanto il risultato è fondamentale per raggiungere il sogno. Non lasciare mai il tuo risultato in balia dell’improvvisazione. La pianificazione ti mette al riparo dalla sfortuna. Immagina, pianifica, ma lascia spazio anche alla flessibilità nel caso gli eventi si dovessero modificare.
Spesso accade che gli uomini sembrano troppo presi dalle pastoie del presente per pianificare il proprio futuro. In chi non cade nel tranello, la capacità di ignorare piaceri e pericoli immediati si traduce in grande potere più avanti.
Uno dei più grandi frutti del futuro è il raggiungimento dei propri sogni. Positivo o negativo, comunque, il risultato ti attende nel tempo per eleggerti eroe o codardo.
“ Nel 415 a.c. gli antichi Ateniesi attaccarono la Sicilia credendo che la spedizione avrebbe portato loro ricchezza. Non avevano considerato i pericoli di un’invasione portata in territori così lontani, non avevano previsto che i Siculi avrebbero lottato così coraggiosamente per la loro patria, né che tutti i nemici di Atene si sarebbero coalizzati contro di lei, né che si sarebbero aperti nuovi fronti di guerra, indebolendo le loro forze. La spedizione in Sicilia fu un disastro e portò alla distruzione di una delle più grandi civiltà di tutti i tempi.”
L’eccezione. C’è solo un momento in cui tirarsi fuori dal ciclo del tempo, ed è quando devi riorganizzare le tue energie dopo un grande, estenuante, sforzo. Lì dimenticati del tempo, dimenticati del sistema fin quando non ti sentirai nuovamente…pronto e pieno d’impeto.
L’ultima considerazione che intendo fare e che influisce principalmente sulla velocità del Combattimento, riguarda Audacia ed Esitazione. Partiamo dall’Esitazione. E’ credenza diffusa che al contrario dell’ Audacia, l’Esitazione viene adottata per evitare conflitti, essere amato e rimanere in pace con tutti.
E’ comune sognare in grande, ma poi quanti si prodigano per realizzare sono effettivamente in pochi. Ciò accade perché spaventa cosa la gente pensa di te, all’ostilità che potresti suscitare nel non stare al tuo posto. Ma chi sta al proprio posto può farsi mangiare dalla muffa, dai vermi e dalle mosche mentre il mondo lo ignora. Anzi gli dà pure del codardo.
La scusa più ipocrita che si è in grado di fornirsi è che questa esitazione è il prezzo che bisogna pagare per il rispetto delle idee degli altri. Devi pagare per non ferirli e per non offenderli. Queste sono menzogne. Quello che realmente accade è che viviamo contorti e ripiegati su noi stessi, incapaci di accendere il nostro ardore. Fondamentalmente, è solo di noi che ci preoccupiamo e di come gli altri ci giudicano. Per questo, tieni presente che i problemi generati da un atto audace possono essere mascherati o spesso risolti con un atto ancora più dirompente. La timidezza invece, sminuisce il tuo valore e crea un circolo vizioso di insicurezza e fallimento che si autoalimenta costantemente. In breve, l’Esitazione genera ostacoli, l’Audacia li elimina alla radice.
Veniamo all’Audacia. Una persona coerente con i propri valori e che agisce con Audacia suscita rispetto e ammirazione, e al pari di un “eroe”, gli viene riconosciuto il coraggio.
Quando vuoi essere audace ricordati che l’ Audacia può generare anche timore. Il timore genera a sua volta autorità. Una mossa audace ti fa apparire più grande e possente di quanto tu non sia realmente, e se colpisce all’improvviso, genererà un timore ancor più grande. Quando intimorisci l’avversario con una mossa audace, stabilisci un precedente. A ogni incontro successivo gli altri si metteranno sulla difensiva, temendo il tuo prossimo colpo.
Quando prendi tempo per pensare o indugiare, crei un vuoto. Questo permette agli altri di riflettere. Ne segue che la tua incertezza li contagia con energia negativa e fa sorgere dubbi. La rapidità del movimento e l’energia dell’azione non lasciano spazio al dubbio o alla preoccupazione. Nella seduzione, l’esitazione risulta fatale. Prendiamo Casanova. La sua Audacia non sta solo nell’impudenza dell’approccio o nel linguaggio usato per lusingare una donna. Sta nella sua capacità di abbandonarsi a lei completamente. Casanova si dà senza riserve e mai dimostra dubbi o esitazione. Il fascino dell’essere sedotti sta nel sentirsi coinvolti, essere temporaneamente fuori dalla realtà, sospesi in una bolla magica, dimenticando i dubbi che costantemente turbano la vita. Quando il seduttore esita, l’incantesimo si rompe e la preda torna ad essere cosciente di quel che sta accadendo.
L’Audacia è il modo più veloce per emergere dalla massa. Chi è timido, difatti, si confonde con la tappezzeria. L’audace attira l’attenzione, e chi attira l’attenzione acquisisce potere. Gli esseri umani hanno un senso per la debolezza dei loro simili. Se ad un nuovo incontro ti mostri come un tipo che si chiude subito sulla difensiva, ragionevole e disposto al compromesso, ti braccheranno spietatamente.
Naturalmente quando si agisce, l’Audacia non deve essere mai alla base della strategia, a meno che il ridotto tempo d’azione non lo richieda. Una strategia che punta solo ed esclusivamente sull’audacia è faticosa e alla lunga può risultare fatale. Immagino vi sarà capitato di vedere un’ atto audace e sicuro di una persona ma che va ripetutamente a finire contro lo stesso muro. Per superare questo problema quando volete colpire trovate lo schwerpunkt. In guerra, lo schwerpunkt è il nodo in cui si accentrano tutte le risorse del bersaglio, un punto focale di potenza e movimento, dal quale tutto il resto dipende. Contro questo centro gravitazionale dell’obiettivo deve venir diretto l'urto collettivo di tutte le forze. Un colpo contro lo Schwerpunkt genera potenzialmente un collasso sul sistema in virtù della sua crucialità ed interdipendenza. Dopo averlo individuato lasciate che l’Audacia colpisca e sia la prima mossa per il successo.
E con questo ho concluso. Spero che possa tornarti utile questa visione generale del potere e ti possa indicare nuovi passi avanti.
Autori e opere consultate : L’Arte della Guerra (Sun Tzu), Il Principe (Niccolo Machiavelli), Della Guerra (Carl Von Clausewitz), Le 48 leggi del potere, Le 33 strategie della guerra (Robert Greene), Don Juan De Marco (film), warfare.it.
Autore: Tantra.
lunedì 3 marzo 2008
l'illuminazione per coloro che non la vogliono
Sapete, anch'io non la volevo. E non la voglio tutt'ora. Quando vedo nei film o in foto i santi dell'India che meditano, non nutro nessun tipo d'invidia. A dire il vero, non nutro nemmeno tanta simpatia nei loro confronti. Io non voglio l'illuminazione. D'altra parte, è impossibile raggiungere l'illuminazione cercandola. Quindi, da un certo punto di vista siamo messi anche meglio di loro. Oppure peggio. Dipende.
Io tutt'ora non voglio l'illuminazione. Semplicemente ora so che è inevitabile. Non nel senso che prima o poi sarò illuminato, no. Semplicemente so che se alla fine del tunnel c'è una luce - è proprio quella luce. Non c'è ne un'altra. E se vi piace l'idea dello sviluppo - state andando verso l'illuminazione. Se, invece, vi piace l'idea della crescita - complimenti, non state andando verso l'illuminazione (e quindi potete anche non leggere il resto).
Possiamo spiegare la differenza tra lo sviluppo e la crescita così: ammettiamo che state vivendo in montagna, per esempio nelle Ande, e avete tre lama. Ora con lama s'intende il mammifero camelide del Sud America. Dicevo, se fate procreare i vostri lama e l'anno successivo non ne avete tre, ma cinque - è crescita. Se, invece, fate procreare i vostri lama con le vigogne e ricevete una nuova specie - l'alpaca - è sviluppo. Se volete qualcos'altro - volete lo sviluppo. Se volete la stessa cosa, ma di più - volete la crescita.
La crescita - è una cosa bellissima. Volete smettere di illuminarvi - concentratevi sulla crescita. Anche se, probabilmente, non troverete la felicità. Ma in compenso nemmeno l'illuminazione. Bilanciando bene tra la crescita e lo sviluppo possiamo essere abbastanza felici (infelici), senza cambiare nulla e senza muoverci da qualche parte. E poi esistono persone che pensano che occuparsi della crescita è come partecipate alle corse di topi. Ma la loro opinione non vi deve preoccupare.
Per coloro che sono rimasti a leggere: ora vi spiego tutto. A grandi linee esistono tre stati. Il primo - è uno stato cattivo. Quando si è passivi, pigri, o peggio ancora - violenti, aggressivi, arrabbiati, avari. Insomma, tutte le cose cattive che potete immaginare - mettetele in questo stato. Eccolo. E' lo stato del tipo "chi sono io e dove cazzo sono?". E' lo stato in cui l'uomo non sa cosa vuole oppure vuole qualcosa di decisamente sbagliato.
Ora, lo stato numero due. E' lo stato d'azione forzata. Quando alle sei del mattino vi alzate e vi trascinate con forza alle poste per pagare le bollette, anche se in qualche modo sapete di non averne tanta voglia, anzi, sapete che la voglia è proprio zero. Ma d'altra parte lo volete anche, oppure pensate "devo farlo", "sarebbe meglio farlo", ecc. Ed è vero - sarebbe meglio farlo. Questo stato è meglio di quello precedente. In questo caso la persona pensa di sapere cosa vuole, si concentra.
In questo stato qualcosa può cambiare realmente. Le persone veramente raggiungono qualcosa. Mai esattamente quello che volevano, ma approssimativamente è ciò che desideravano. A volte MOLTO approssimativamente. Però qualcosa raggiungono. Il problema è solo nel prezzo. Ed è un GRANDE problema. Come ben sappiamo, chiedendo a google "come guadagnare un milione?" di risultati ne avremo decine di migliaia. Chiedendo "come guadagnare un milione senza dare via il cu..." avremo ben poche risposte. In questo caso ci sono problemi di ecologia. Possiamo senz'altro risolvere certi problemi, ma ne creeremo degli altri. E, purtroppo, i nuovi problemi saranno più grandi dei precedenti. Sempre.
In fine, esiste il terzo stato: lo stato dell'illuminazione, di samadhi, di sattva, del tao, del flusso e di altre stronzate esoterico-religiose e psicologiche. E' lo stato d'azione senza sforzo. Oppure di non azione senza sforzo. In questo caso non ha importanza se è un'azione o non azione - non è più importante. In questo caso, a quanto pare, nulla è importante (cosa che, a dire il vero, spaventa un po').
Che lo vogliamo o meno, ma sembra che sia proprio quello stato in cui avvengono i migliori cambiamenti, i più ecologici ed i meno costosi. Avvengono da soli. Perché l'universo ha un certo movimento naturale che funziona da solo. E tutto ciò che dobbiamo fare è lasciarci andare in questo flusso naturale. Non è il dolcefarniente! O meglio, non necessariamente il dolcefarniente. Visto da fuori può apparire come arte, genialità, bellezza. Ma può apparire anche come lo stare seduti con la faccia verso il muro.
La maggior parte di noi - e io non sono un'eccezione - tutta la vita sta in balia tra il primo e il secondo stato. Chiameremo "normale" questa condizione. Abbiamo comunque quel "chi sono e dove sono capitato?", ma allo stesso tempo ci sembra di sapere cosa è importante nella vita. Anche se, a volte, ce lo scordiamo. E dopo non riusciamo a capire come abbiamo fatto a scordarci. Presente?
Ecco. E' molto difficile capirlo e, ancor più importante, è molto difficile percepirlo. Ma voi provateci (il font è il massimo che posso fare per aiutarvi ora). Questo vostro stato è lo stato migliore al mondo. Basta, punto. Non dovete sapere null'altro. Avete la domanda "chi sono e dove sono?". E' la cosa più importante. E' la domanda principale. Per voi. Ora.
Il problema della maggior parte delle persone sta nel fatto che vogliono cambiare qualcosa. Quando in realtà non possiamo cambiare nulla. E vi dirò di più - nemmeno dobbiamo farlo. (Ma questo si capisce soltanto dal terzo stato. E noi siamo in quello normale. E nelle normali condizioni questa frase per noi, nel migliore dei casi, non cambia niente, e nel peggiore - ci infastidisce. Certo, lo capisco.)
Dunque, noi cerchiamo di cambiare qualcosa. E per farlo cerchiamo di capire cosa vogliamo. Specificare l'obiettivo. Quando questo non ha importanza! Perché non l'avremo comunque, perché fondamentalmente l'universo è imprevedibile e non è stato creato per corrispondere ai nostri desideri e aspettative. Non importa dove vogliamo arrivare. Non ha alcun significato, e comunque non lo sapremo mai. La gente non sa cosa vuole! La domanda principale non è "dove vorrei stare?"! La domanda principale è "dove sono ora?"! Perché a questa domanda potrebbe esserci una risposta. E questa risposta ci fa accedere al "flusso". E per questo che l'abilità principale - per come la vedo ora - è l'inventariazione.
Alla domanda "dove sono?" possiamo rispondere in vari modi, da diversi "frame", da diversi punti di vista. Da un certo punto di vista la risposta sarà sempre "nei guai", ma è una risposta piuttosto inutile. Secondo me è meglio cominciare dal nostro corpo. Il corpo c'è sempre. Non so voi, ma io non ho intenzione di uscirne per ora. La migliore risposta alla domanda "dove sono?", per esempio, è "sono seduto sulla sedia". Percepite come i vostri piedi toccano il pavimento. Percepite la vostra presenza nello spazio. Fate caso al vostro respiro, a come batte il cuore. Fatelo molto attentamente e sinceramente. Ora notate le vostre emozioni. Fate caso ai pensieri. Assegnate un voto al vostro stato su una scala da 0 a 10 (20, 100). Domandatevi: "da quale frame faccio questo giudizio?". Basta. Se lo fate, comincerete ad essere presenti. E quindi, vi troverete nel flusso. Punto. Ciò che sarà dopo non ha alcuna importanza.
Ora arriva la domanda "e come faccio a ricordami di tutto questo al momento giusto?". E' un'ottima domanda. Io penso che sia esclusivamente una questione di abitudine (posso sbagliarmi). Più spesso vi ricorderete di questo, più alta sarà la probabilità che ve ne ricorderete al momento giusto.
Ecco le istruzioni per arrivare all'illuminazione per coloro che non la vogliono, passo per passo:
1. Acquisite l'esperienza del "flusso" in modo artificiale. In un tempio, training, viaggio o grazie a qualche guru - non importa come. Sarà un punto di riferimento, da comparare con il vostro stato normale. Rendetevi conto del fatto che in realtà non dovete fare nulla. E non solo - percepitelo con tutto il corpo.
1. Imparate ad entrare nel "flusso" attraverso lo sforzo. Con questo strumento elaborate il vostro passato legato alle emozioni negative. Riprogrammate le vostre reazioni, usate la PNL. Arrivate al punto di non avere brutti ricordi. Una volta a settimana (per esempio) pensate il vostro ultimo problema. Lavorateci sopra. Vi scordate di essere presenti? Lavorateci sopra. Sembra che strafare sia impossibile in questo caso.
1. Capite cos'è il bene e cos'è il male. Per voi. Che cosa significa? Che importanza ha? Cosa vi interessa? Createvi una lista di valori e analizzate tutto ciò che vi accade in questa luce. Perché mi è piaciuto questo film? A quali miei valori corrisponde questa situazione? Tutto ciò vi mostrerà la giusta direzione e vi toglierà le strane sensazioni, come quando ci sentiamo degli estranei a tutto ciò che accade.
Nella lista non c'è tutto, ma solo il minimo indispensabile. Il numero "1" lo trovate dappertutto perché non ha nessunissima importanza da dove cominciare. A dire il vero, non ha importanza nemmeno se farete tutte e tre le cose (a dire il vero, nulla ha importanza, ma è già un'altra storia). Se farete almeno una di queste cose, il resto verrà da solo. D'altronde, una di queste cose l'avete già fatta. Perciò il resto succederà comunque, se non farete resistenza premeditata. Insomma, in realtà non dovete fare nulla. Ma solo se vi interessa davvero lo sviluppo.
mercoledì 20 febbraio 2008
Tu puoi!
Lettera all'amico
venerdì 15 febbraio 2008
Le giuste domande
Le domande che leggerete di seguito sono semplici e hanno una potenzialità davvero straordinaria. Facendovi queste domande vi date un profondo impulso per lo sviluppo e la maturazione interiore;)
Quando farsele? Ogni giorno, davanti allo specchio. Alcune al mattino, altre di sera. Ma per avere un vero effetto bisogna farsele ogni santo giorno, senza saltarne uno. Come il mantra, al mattino ed alla sera. Sempre. Un’altra condizione necessaria è quella di essere sinceri. Assolutamente! Tanto, le risposte dovete darle a voi. Inutile ingannare sé stessi.
Ed ecco le domande...
Domande mattutine:
- Cosa mi ispira più di tutto nella mia vita?
- A cosa sono particolarmente grato?
- Di cosa sono felice più di tutto in questo momento?
- Chi amo?
- Chi mi ama?
- Cosa amano di me altre persone?
- Cosa amo io in altre persone?
- Dove e come lo sento?
Domande problematiche:
- Cosa nel mio problema è eccezionale?
- Cosa non è ancora perfetto?
- Cosa sono pronto a fare per vivere la giornata in modo da stare bene?
- Cosa sono pronto a fare per vivere la giornata così come voglio io?
Domande serali:
- Cosa ho fatto di buono per altre persone?
- Cosa ho imparato oggi?
- Cosa ho imparato di buono oggi?
- Come mi ha aiutato questa giornata?
+ tutte le domande mattutine
Le domande problematiche sono da farsi al mattino e/o quando si presenta un problema...
Saluti;)
martedì 12 febbraio 2008
Sulle Paure:)
Le nostre paure possono essere di diversa natura:
1. Istintive (meglio non togliere;)).
2. Sociali (situazioni/azioni, stato, “io non posso farcela”)
3. Fobie (persistente paura di una passata esperienza traumatica).
Le paure istintive ci servono per assicurarci una vita lunga. Sono schemi d’azione innati che ci permettono di agire in maniera veloce ed automatica. Queste paure è meglio lasciarle dove sono:)
Le fobie si possono curare, ma in questo caso l’argomento sarebbe OT visto che (spero!) nessuno di voi si piscia addosso appena vede una passera. Credetemi, quelle vostre non sono fobie;)
Arriviamo alle nostre preferite. Fondamentalmente la paura sociale non è altro che la paura degli angoli bui. Noi viviamo nella nostra stanza sempre bella illuminata e normalmente non ci capita mai di andare nelle altre stanze. Un giorno ci serve andare nelle altre stanze, ma scopriamo che lì manca la luce. Beh, entrare in una stanza completamente buia quando non sappiamo nemmeno com’è fatta non è semplice. Quando per altro ci dicono sempre (da quando eravamo bambini) che in alcune stanze potrebbero abitare i coccodrilli (“non parlare con gli sconosciuti”, ecc)... Mmm... La voglia non è proprio ai massimi livelli, diciamocelo!:)
Ci può capitare d’aver paura di certe situazioni o azioni (nostre), come per esempio l’apertura di un set. Paura di uno stato emotivo è quando abbiamo paura di metterci a piangere o entrare in depressione per colpa di un probabile due di picche (vale anche una semplice paura di vergognarsi). E c’è anche gente che ha paura di arrivare al punto di non poter gestire la situazione.
Il risultato è sempre lo stesso. Quando si presentano queste paure - non facciamo un cazzo. Si preferisce di rimanere nella nostra zona di comfort per evitare gli eventuali rischi.
Ma noi sappiamo che chi non rischia - non beve lo champagne!
Quindi ora sappiamo che quando abbiamo paura - esiste qualcosa che ancora non conosciamo. E guardando negl’occhi alla verità dobbiamo ammettere che spesso ciò di cui abbiamo paura in realtà è qualcosa di spettacolare e ci porta parecchie soddisfazioni...
Allora vogliamo ringraziare Dio (o chicchessia) per averci dato questa possibilità di sentirci VIVI?!?! Significa che quando abbiamo paura - abbiamo la possibilità di crescere, vuol dire che esistono ancora mondi inesplorati tutti da scoprire e da godere! La paura è un perfetto indicatore della direzione in cui muoverci per crescere... Ma se invece di partire all’arrembaggio ci ritiriamo, non scopriremo mai nulla di nuovo, rimanendo per sempre nella nostra piccola stanzetta a marcire.
La paura può essere un freno o un indicatore: a te la scelta!
Importante è di non cadere nella trappola che la paura ci ha costruito scrupolosamente nel nostro cervello. Il tranello si chiama “dissonanza cognitiva” (nel nostro caso si tratterà dell’incoerenza che c’è tra i nostri desideri e le nostre azioni). Per rimediare alla dissonanza cognitiva il nostro cervello è solito di usare un piccolo trucco molto semplice: dare la responsabilità a qualcun altro (o qualcos’altro). Così, visto che non è stata colpa nostra, noi abbiamo la coscienza a posto:)
Come evitare questi tranelli?
Semplice! Ricordati sempre che:
1. L’unico modo di superare la paura è fare ciò di cui abbiamo paura!
2. Le risorse interne (la sensazione di gioia ad es.) ci arrivano solo dopo averlo fatto.
3. Farlo è più semplice di vivere tutta la vita con la paura.
4. La paura è l’indicatore di sviluppo.